Sintomi del colon irritabile: la classificazione medica

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I sintomi del colon irritabile che si conoscono, ovvero quelli di cui si riconosce il collegamento con la colite, sono stati studiati e classificati da medici specialistici. Una delle prime classificazioni risale agli inizi del 1900, ma nell’ultimo secolo la ricerca non si è mai fermata e sono stati formulati nuovi criteri. Ogni medico applica i criteri che ritiene opportuni per determinare la presenza di colite in un paziente.

Sintomi del colon irritabile: i “Manning Criteria”

Già nei primi anni del ventesimo secolo, per precisione proprio nel 1900, il medico statunitense Manning e i suoi collaboratori fissarono sei criteri differenziali per distinguere i sintomi del colon irritabile da quelli derivati da malattie intestinali organiche. Questa classificazione prese il nome di “Manning Criteria” e stabilisce sei sintomi che sono ricollegabili alla colite. Il primo è rappresentato da dolori associati a una maggiore frequenza di evacuazione ed è il caso della sindrome del colon irritabile con prevalenza di diarrea. Oppure, si possono manifestare dolori associati a un transito intestinale rallentato, ovvero, IBS con prevalenza di stipsi. Un terzo criterio concerne il sollievo ottenuto con l’evacuazione, cioè il fatto che i dolori si alleviano nel momento della defecazione. Poi, si presentano marcate e visibili distensioni addominali, oltre a un 25% di mucorrea in più nelle evacuazioni. Infine, si manifesta un 25% in più, rispetto alle malattie intestinali, di sensazione soggettiva di svuotamento intestinale incompleto, dopo l’evacuazione. Dunque, secondo i Manning Criteria, quando questi sintomi si presentano in questa forma, si è di fronte a un caso di colite cronica e non di un’altra patologia intestinale, come può essere il tumore al colon retto.

I Rome Criteria

Negli anni 2000, invece, sono stati formulati dei nuovi criteri, sviluppati in due sessioni congressuali che si sono svolte a Roma. Si tratta dei cosiddetti “Rome Criteria”, suddivisi in due parti, che vertono su un nuovo iter diagnostico per l’identificazione della sindrome del colon irritabile. In particolare, i Rome Criteria II stabiliscono che un paziente soffre di colite cronica se presenta in maniera continuativa e per almeno tre mesi all’anno, almeno tre sintomi specificati. Questi riguardano il fatto che i dolori o i disturbi intestinali siano interessati da sollievo dopo l’evacuazione, siano associati al cambiamento di frequenza delle defecazioni, oppure siano associati al cambiamento di consistenza delle feci stesse. In più, altri sintomi del colon irritabile sono rappresentati dalla modifica della frequenza di evacuazione, della forma  e del passaggio delle feci, infine, dalla manifestazione di distensione addominale e dalla sensazione soggettiva di gonfiore. Quindi, per i criteri di Roma, almeno tre di questi sintomi devono manifestarsi in modo continuativo per un minimo di tre mesi all’anno; in caso contrario, probabilmente non si tratta di sindrome da colon irritabile. Nonostante queste indicazioni, sono sconsigliabili l’autoanalisi e l’autocura dei sintomi, è necessario sempre rivolgersi a un medico, prima il generico e poi lo specialista, che sia in grado di valutare la situazione in maniera più oggettiva. In caso venga riscontrata la colite cronica, un aiuto per sconfiggerla può venire dall’idrocolonterapia.

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Stress

Lo sapevi che lo stress è una delle principali cause della sindrome del colon irritabile?

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Lo sapevi che, spesso, il meteorismo è dovuto alla presenza di intolleranze alimentari?

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Lo sapevi che una vita sedentaria induce atonia delle pareti intestinali e, di conseguenza, stipsi?

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Mens sana in colon sano
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