Neoplasia colon: la colonscopia riduce il rischio

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colonscopia

La ricerca della Harvard School of Public Health

Il 40% delle 1,2 milioni di diagnosi positive di neoplasia del colon potrebbero essere evitate se ci si sottoponesse alla colonscopia ogni dieci anni. Questo è quanto è stato scoperto dai ricercatori della Harvard School of Public Health, che ha pubblicato i risultati dello studio sulla rivista scientifica New England Journal of Medicine. Gli scienziati hanno analizzato due studi a lungo termine in cui sono stati coinvolti novantamila pazienti; tra il 1998 e il 2008 i partecipanti hanno dovuto compilare, ogni due anni, dei questionari inerenti la salute. Nel periodo, sono stati registrati circa duemila casi di neoplasia del colon e cinquecento morti. Dalla comparazione dei dati, secondo i ricercatori, è stato registrato un tasso più basso di insorgenza in coloro che si sono sottoposti a colonscopia o a sigmoidoscopia, screening più adatto a individuare anomalie che si presentano nella parte alta del colon. Ovviamente, tale considerazione vale per le persone che hanno superato i cinquant’anni d’età, periodo in cui il rischio di sviluppare la malattia si moltiplica col passare del tempo.

Neoplasia colon: la scarsa diffusione degli screening

Questo nuovo studio sottolinea con forza l’importanza di sottoporsi a screening per individuare eventuali tessuti cancerosi o pre-cancerosi nel colon. Nonostante ciò, non molte persone si sottopongo a colonscopia o sigmoidoscopia, perché ritenute invasive. Se da una parte è vero che si tratta di metodi un po’ invasivi, dall’altra, la medicina ha fatto passi da gigante in questo senso. Inoltre, esistono anche altre tecniche diagnostiche preliminari, molto differenti dalla colonscopia. Per esempio, è utile sottoporsi prima all’esame del sangue occulto nelle feci, non invasivo, e solo in caso di esito positivo, si ricorre allo screening colorettale specialistico. Alcuni studi stimano una riduzione del 60% del tasso di mortalità in coloro che si prestano agli esami del colon; la diagnosi precoce, infatti, è l’arma migliore per sconfiggere questo tumore, come accade anche per altri carcinomi. Alcune regioni italiane offrono screening gratuiti, almeno per certi periodi, proprio per promuovere tale forma di prevenzione. Le attività simili portano all’aumento dei test del sangue occulto, ma non tutte le persone risultate positive accettano di sottoporsi anche alla colonscopia, una tecnica con una reputazione pessima; bisogna dire che questa cattiva fama è spesso alimentata da scarsa informazione in materia, oppure, è legata a vecchie convinzioni e obsoleti giudizi. Fosse anche il peggiore esame del mondo, resta innegabile la sua efficacia nella diagnosi precoce del tumore al colon. L’individuazione del cancro al colon-retto passa necessariamente per gli esami menzionati, in quanto si presenta in maniera pressoché asintomatica. I sintomi assomigliano spesso a quelli della comune sindrome da colon irritabile, perciò capita di accorgersi della malattia, quando ormai è in stadio avanzato.

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Mens sana in colon sano
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