L’ecosistema intestinale: caratteristiche e funzioni

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L’ecosistema microbico (vaginale, intestinale ecc.) esercita un ruolo di grande importanza perchè costituisce la prima valida barriera del­l’organismo contro le infezioni; l’aggressione di germi patogeni, in assenza di microrganismi “amici” normalmente presenti sulle muco­se del nostro corpo, sarebbe altrimenti quotidiana e devastante.

 

Che cos’è l’ecosistema intestinale?

Per ecosistema intestinale si intende l’insieme di tutti quei microrga­nismi che vivono nel lume intestinale dell’uomo e che, entro un ben definito numero di colonie, collaborano al mantenimento e al miglio­ramento dello stato di salute dello stesso.

La composizione dell’ecosistema è influenzata da diversi fattori, quali le abitudini alimentari e le condizioni igieniche, oltre a nume­rosi fattori locali. Tra questi ricordiamo: la quantita di C02, che dimi­nuisce in progressione aborale, anche in relazione allo spessore dell’epitelio che è ossigenato dal sangue; il pH, che da acido diventa sempre più alcalino per poi ritornare leggermente acido; i fattori meccanici, come per esempio la peristalsi.

L’ambiente gastrico ha un pH acido (1, 5-3) e una buona presenza di ossigeno; tali caratteristiche rendono difficile la sopravvivenza e la cre­scita dei batteri patogeni che sono di norma anaerobi. La flora gastri­ca è quantitativamente molto scarsa nello stomaco, e a volte il conte­nuto è addirittura sterile. In ambiente gastrico sono in genere presenti germi aerobi (più raramente anaerobi) come l’Helicobacter pylori, che si insedia sotto lo strato mucoso, che è privo di ossigeno, lontano dallo strato epiteliale che, essendo irrorato dal sangue, è ossigenato.

 

La carica batterica totale aumenta in termini quantitativi progressi­vamente dallo stomaco all’intestino crasso, mentre in termini quali­tativi si osserva una diminuzione degli aerobi (che vivono in presen­za di 02) dall’ambiente gastrico a quello intestinale; nel lume intestinale prevalgono gli anaerobi (che muoiono in presenza di 02) e anche alcuni aerobi facoltativi, mentre vicino all’epitelio c’è una presenza maggiore di aerobi. Per quanto riguarda la popolazione batterica del tratto più distale, ileo e grosso intestino, l’anaerobiosi è praticamen­te costante.

Nell’intestino la microflora è soggetta a diversi meccanismi di rego­lazione che la mantengono pressochè in equilibrio; essa è essenziale perchè influenza positivamente l’attività immunitaria intestinale oltre a quella digestiva.

Il ruolo della flora batterica

 

In primo luogo la flora batterica saprofita (probiotica) esercita una sorta di regolazione nell’ambito della popolazione di altre specie; infatti vengono prodotte particolari sostanze dette batteriocine, che agiscono come sostanza inibente la crescita nei confronti delle colonie di batteri concorrenti. E’ necessario infatti contenere la popola­zione microbica, soprattutto quella patogena, a un livello tollerabile per l’organismo, affinchè non si manifestino segni e sintomi di malattia, sia nell’intestino, sia in altri distretti correlati dove potreb­bero migrare. I casi più frequenti di migrazione patogena sono le infezioni urinarie, quali le cistiti o quelle vaginali, quali la candidosi; spesso vengono debellate con l’uso di antibiotici ottenendo una remissione rapida dei sintomi, senza tutta­via risalire alla causa.

L’intestino viene aggredito quotidianamente da germi che giungono dal­l’ambiente esterno; normalmente i microrganismi non riescono a espri­mere il loro potenziale patogeno perche, in competizione con la flora bat­terica simbionte (probiotica), vengono eliminati; tuttavia in circostanze particolari, come per esempio nel caso di un depauperamento delle popolazioni residenti a causa di un’alimentazione inadeguata o terapie farmacologiche, l’azione difensiva dei probiotici viene a mancare.

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