Le allergie alimentari e le ripercussioni sull’intestino

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da dove nascono le allergie alimentari

Da dove nascono le allergie alimentari?

Una volta liberate nel san­gue, queste particelle tossiche ven­gono trasportate in tutto l’organi­smo, fatto che spiega l’esistenza di un’impressionante gamma di sinto­mi allergici. Alcuni studi hanno di­mostrato che un ridotto tasso di acido cloridrico nello stomao pro­duce l’assorbimento di un numero ancora più grande di particelle ali­mentari nella parete intestinale. Un’insufficienza di tripsina, enzima dei succhi pancreatici che idrolizza le proteine, dà luogo allo stesso comportamento nell’intestino. Quando queste macromolecole vengono immesse nel flusso sangui­gno, l’organismo reagisce agli intrusi producendo anticorpi. Ne conseguono, sintomi spesso confusi con reazioni allergiche, mentre in realtà si tratta di intolleranze alimentari.

Si stima che dall’uno al due per cento della popolazione soffra di vere e proprie allergie alimentari. E’ necessario distinguere tra la paro­la ‘allergia” e la parola intolleranza.

L’allergia è una risposta inadeguata o esagerata del sistema immunitario in seguito a un contatto con una sostanza normalmente inoffensiva per l’organismo. Gli allergeni più comuni sono il pelo di animale, la polvere, il polline e le punture d’insetto, gli additivi alimentari e gli alimenti. Nel caso di allergia alimentare, il sistema immunitario reagisce in maniera esa­gerata a un alimento, nella maggior parte dei casi alla sua parte proteica. Gli anticorpi attaccano la pro­teina allergenica che considerano un indesiderato antigene. L’aggressione dell’intruso da parte del sistema immunitario è causa della vera reazione allergica, la quale può avere conseguenze lievi o molto gravi, come lo shock anafilattico. Una reazione allergica classica provoca aumento della produzione di immuniglobuline: in altre parole, un esame del sangue rileverà un elevato tasso di anticorpi lgE. Gli alimenti che generano reazioni allergiche con più facilità sono il latte, le uova, il frumento, le arance, i pomodori, le arachidi, le noci, il mais, la soia e il pesce, come pure i molluschi e i crostacei. Dal momento che gli alimenti rimangono in contatto diretto con il tratto digestivo per un periodo di tempo abbastanza lungo, risulta evidente che lo stomaco e l’intestino tenue sono più soggetti alla sensibilizzazione. La situatione si aggrava a causa di una mucosa intestinale menomata da una porosità maggiore, che la rende poco efficace come barriera. La parete intestinale lascia dunque passare molecole alimentari solo parzialmente digerite, fatto che accresce i sintomi allergici.

La reazione allergica si scatena rapidamente dopo l’ingestione dell’alimento allergenico e talvolta persino fiutandone l’odore, da qualche minute a qualche ora, più raramente dopo qualche giorno.

 

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