Intolleranti ai cibi che si amano di più

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Intolleranze alimentari

Quali  motivi si possono celare dietro la ricerca degli stessi cibi che inevitabilmente andranno ad accumularsi nell’organismo e le molecole dei quali creeranno gravi interferenze nel corretto funzionamento del nostro organismo? Se osserviamo o modo in cui ci alimentiamo, ci rendiamo conto di come, fin dall’infanzia, il nostro pasto si sia focalizzato su alcuni cibi chiave. Per abitudine, per una maggior facilità di trasformazione in cucina e per la proposta dei locali di ristorazione sempre piuttosto monotona. È chiaro che gusti diversi e alimenti meno conosciuti suscitano la nostra diffidenza e non ci stimolino a meno che non abbiamo un’indole intraprendente e curiosa che ci spinge a provare sempre qualche alternativa per variare la dieta. Il cibo inoltre è pregno di significati simbolici e diventa per questo ben altro che un semplice nutrimento per il corpo. Infatti quante volte desideriamo un cibo perché ci ricorda un momento bello della nostra esistenza, spesso legato all’infanzia? Per non parlare di quanti innocenti trickti in buona fede vengono fatti dai genitori al momento del pasto, il classico dolce solo dopo aver mangiato la verdura.

Pare che dietro alla ricerca dei cibi che consumiamo di più, quelli dal sapore dolce (latte, pane, prodotti da forno in generale, dolciumi eccetera) e quelli dal sapore salato (ancora i prodotti da forno in primo piano) vi sia anche una ragione evolutiva: l’uomo primitivo, alla ricerca di cibo commestibile, avrebbe trovato il sale solo raramente e ne avrebbe tratto un gran piacere, oltre che un buon nutrimento dal punto di vista minerale, mentre il sapore dolce indicava che il frutto che veniva portato alla bocca era maturo e quindi buono e nutriente. Un alimento dal gusto amaro o acido avrebbe invece allertato i suoi sensi e la memoria istintuale poiché ciò che è amaro può essere velenoso e ciò che è acido non maturo e quindi dannoso per il corpo. Questa memoria è rimasta nell’uomo moderno che però vede soddisfatti tutti i sogni di quello primitivo data la grandissima disponibilità di alimenti sia dolci sia salati sul mercato. Purtroppo per noi, questo dolce e questo salato non sono più quello dei frutti (che comunque, essendo selvatici, contenevano meno fruttosio degli attuali coltivati e selezionati) o del sale che si trovava ogni tanto (aggiunte di sale sono ovunque e a volte in cibi di cui non sospettiamo neppure). Le intolleranze, lo abbiamo più volte ribadito, si riscontrano soprattutto verso i cereali, per lo più consumati sottoforma di pasta e prodotti da forno, e i latticini, tutti alimenti dal sapore dolce o salato, ma non certo acidi né amari. In questo senso,  saremmo meno capaci di resistere a certe tentazioni gustative e quindi a certi alimenti.

 

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