Intestino tenue: caratteristiche e cose da sapere

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intestino tenue

Per un’ocula­ta gestione intestinale non è necessario essere degli esperti. E’ di aiuto comunque comprendere le basi di anatomia e fisiolo­gia dell’intestino. Come viene spesso sottolineato, l’in­testino risponde in modo ideale alle leggi di un corretto stile di vita. Ognuno dovrebbe essere conscio di queste leggi e se­guirle perseverando. Le ricompense in salute e immunità alle malattie saranno il valido premio per lo sforzo fatto.

L’intestino tenue

Quando il cibo, proveniente dalla bocca e quindi dall’esofa­go, avrà superato lo stomaco, entrerà nel lungo tubo dispo­sto ad anse chiamato intestino tenue. Qui avviene i1 90% dell’assorbimento dei nutrienti da parte del sangue. Durante il transito per raggiungere il tenue, il cibo sarà stato ridotto dall’azione masticatoria e poi dai succhi gastrici in un liqui­do chiamato chimo.

La digestione dei carboidrati inizia nella bocca con la saliva.
Un’ulteriore digestione avviene nello stomaco. Qui le proteine vengono rotte in piccole catene di amminoacidi (elementi essenziali per la formazione proteica), mentre un’ulteriore ri­duzione avverrà nell’intestino tenue, fino al momento in cui le molecole potranno essere assorbite correttamente. Quando il chimo sarà stato completamente mescolato e fram­mentato dallo stomaco, la valvola sfintere pilorica si aprirà, permettendo al cibo di avanzare nella parte superiore del te­nue, cioè nel duodeno.

In esso, che è il primo delle tre porzioni dell’intestino tenue, il chimo viene ulteriormente mescolato dalle contrazioni delle pareti muscolari.

I muscoli longitudinali e circolari di queste pareti sono capa­ci di eseguire tre diversi movimenti, ed ognuno per uno sco­po diverso. II tubo intestinale del tenue è suddiviso nella sua lunghezza dai muscoli circolari.

Contraendosi, questi frazioneranno il chimo durante il transi­to. Ulteriori contrazioni muscolari in queste frazioni ne pro­durranno altre più piccole, mentre il primo gruppo muscola­re si rilasserà. Questa azione, caratterizzata da movimenti a colpi, è chiamata segmentazione ritmica e si ripete per 12-16 volte al minuto.

Come conseguenza di questi movimenti, il chimo viene com­pletamente mescolato con i succhi gastrici. Un’onda di contrazione, conosciuta come peristalsi, parte dal duodeno, attraversa il digiuno, che è la parte centrale del te­nue, prosegue fino a raggiungere ed attraversare l’ileo, che la terza ed ultima parte. La peristalsi è un movimento propulsivo provocato dalla coordinazione ritmica dei muscoli e fa avanzare il chimo at­traverso l’intestino tenue. Normalmente l’attività muscolare dell’intestino non viene
avvertita anche se a volte le tossine prodotte dai batteri possono causare degli spasmi violenti e dolorosi. La diarrea e il vomito sono entrambi reazioni ad un’irritazione dello stomaco e dell’intestino.

I succhi gastrici

II chimo che entra nel duodeno, proveniente dallo stomaco, fortemente acido. Contiene una concentrazione di acido do­ridrico ed enzimi necessari a rompere le grosse molecole e fa­cilitarne l’assorbimento. Le secrezioni dell’intestino tenue contengono bicarbonato, una sostanza alcalina che neutralizza 1′acido dello stomaco. Alcune cellule, nella parete intestinale, hanno la specifica funzione di secernere queste sostanze che si uniscono alle se­crezioni provenienti dalla cistifellea (bile) e dal pancreas per fluire poi, attraverso il canale pancreatico, nel duodeno.

I sali biliari, prodotti nel fegato e immagazzinati dalla cisti­fellea, dopo essere entrati nell’intestino, si attivano come de­tergenti ad emulsionare gli acidi grassi e i gliceridi, riducen­doli a minuscole particelle che verranno assorbite dalle sue pareti. Attraverso le secrezioni ormonali il tenue è in grado di controllare i processi digestivi.

Come procede l’assorbimento

L’intestino tenue è conformato in modo tale da rendere l’as­sorbimento dei nutrienti molto efficiente. Le sue pareti inter­ne a forma di pliche, tipo fisarmonica, sviluppano un’ampia superficie e sono rivestite da una struttura simile a piccole di­ta.

Questi sporgono verso l’interno del tubo da ogni direzione. Mediamente un adulto ha una superficie dell’intestino tenue di circa 6 mq. Le piccole particelle prodotte dalla demolizione del cibo, attraverso i minuscoli capillari che rivestono i villi, sono ora in grado di penetrare nel sangue ed eventualmente di giungere alla vena portale epatica e quindi al fegato. Dopo aver subito una ulteriore riduzione, queste sostanze verranno distribuite alle cellule corporee per sostenerne l’attività. Le sostanze grasse degli alimenti non entrano direttamente nel flusso sanguigno come le altre, ma vengono prelevate dal­l’intestino e incanalate, attraverso dei vasi, all’interno dei vil­li, chiamati chiliferi. I vasi chiliferi sono collegati al sistema linfatico e attraverso questo, le molecole di grasso giungono al dotto toracico. Verranno quindi convogliate nella vena cava, che si trova nel­l’area del collo. In questo modo i grassi possono entrare nel torrente sanguigno e attraversare il fegato, nel quale avviene la trasformazione metabolica. Nell’ileo, che è parte dell’intestino tenue, vi sono dei linfo­nodi conosciuti come placche di Peyer. Questo tessuto linfatico contiene i linfociti che hanno una funzlone protettiva: attaccano e distruggono i batteri nemici con i quali entrano in contatto negli intestini.

L’intestino tenue ha una lunghezza che varia da 6 a 6,70 m e un diametro di 3,2-3,8 cm. L’ileo termina alla base del colon, in basso, sulla sezione destra dell’ addome.

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