Intestino crasso o colon: caratteristiche e cose da sapere

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intestino crasso

Dopo 8-10 ore dal pasto, il cibo ha superato l’intestino te­nue ed è, per la maggior parte, digerito. Potrà entrare quindi nel colon per il processo finale di dige­stione e di eliminazione.

Il colon si divide nelle seguenti sezioni: cieco, ascendente, trasverso, discendente, sigmoide e retto. Complessivamente ha una lunghezza approssimativa di 1,5 m e un diametro di circa 6 cm.

Come funziona il colon

Il cieco è simile ad una borsa la cui apertura è congiunta al colon ascendente che, in effetti, sale verso la prima curvatura chiamata flessura epatica. Nel cieco vi è la valvola ileoceca­le, un muscolo sfinterico che controlla il flusso del materiale che dal tenue entra nel colon. Sull’estremità inferiore del cie­co vi è la piccola sacca vermiforme chiamata appendice. La sua lunghezza è di circa 7,5 cm ed è spesso la causa di una infiammazione conosciuta come appendicite. Il colon, con­trariamente all’intestino tenue, ha un rivestimento mucoso, o membrana, liscio. A circondare questo strato mucoso vi è una struttura composta da muscoli circolari e muscoli longitudinali esterni, come quelli del tenue. La sua conformazione è a sacche bulbose, chiamate haustre. Queste sono fornite di muscoli che, durante la contrazione, fanno raccogliere il colon verso l’alto e gli fanno assumere una momentanea corrugazione che ne evidenzia la capacità estensiva. Il colon termina nel retto e l’ano è la sua apertura verso l’esterno. Essa è mante­nuta chiusa dal muscolo sfintere anale. La membrana mucosa interna al retto è striata longitudinalmente nei suoi seg­menti e crea un effetto come di scanalature. Generalmente, l’innervazione del colori è molto scarsa e gli impulsi senso­riali sono quindi molto deboli. La sua attività muscolare, di conseguenza, risulta poco avvertita. Fa eccezione il retto, do­ve l’innervazione è maggiore e i dolori sono associati a emorroidi o ad altri disturbi rettali.

Funzionamento dell’intestino crasso

Attraverso la valvola ileocecale il chimo, proveniente dal te­nue, entra nel cieco. La sua composizione, a questo punto del processo, consta di sostanze indigeste o indigeribili e da secrezioni provenienti da fegato, pancreas, tenue, e da acqua. Nel cieco l’acqua viene per la maggior parte riassorbita, ri­ducendo il chimo ad una consistenza semisolida, chiamata fe­ci. Le secrezioni di numerose cellule che ricoprono le pareti dell’intestino provvedono con del muco a lubrificare e a faci­litare il transito fecale.

Con il rimescolamento, generato da un costante scuotimento delle haustre, termina il processo digestivo del chimo. Sotto l’ effetto peristaltico, la massa fecale viene spinta fuori dal corpo, attraverso il retto e l’ano, nel punto di eliminazione. Questa stimolazione è provocata dalla presenza di cibo nel­lo stomaco. Essa determina lo svuotamento del tratto cecale preparandolo nuovamente a ricevere il chimo dall’intestino tenue.

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