Il tubo digerente

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Il tubo digerente

 

Il tubo digerente step by step

Inizia all’orifizio buccale e termina all’ano con una lunghezza di 10-12 m. Occupa dapprima la faccia, scende poi nel collo, nella cavità toracica, in quella addominale e pelvica per aprirsi all’esterno inferiormente al coccige. Le pareti del tubo digerente sono rappresentate da tre tuniche: l’interna o mucosa, l’intermedia o cellulare e l’esterna o museo I a re. Nella regione che ha inizio subito sotto il diaframma la tunica esterna è rivestita della sierosa peritoneale. Topograficamente il tubo digerente si presenta con sette segmenti: bocca, faringe, esofago, stomaco, intestino tenue, intestino crasso, ano.

1) Bocca: cavità irregolare dove si compie la masticazione insieme alla salivazione dei cibi. Nella bocca si hanno le terminazioni nervose del gusto e si compiono quelle modificazioni dei suoni laringei onde risulta la voce articolata. La cavità è delimitata in avanti daIle labbra, lateralmente dalle guance, inferiormente dalla lingua, in alto dal palato, posteriormente dal velo mobile del palato con una ampia apertura detta istmo delle fauci. Le arcate gengivo-dentali dividono la cavità buccale in due parti: una anteriore o vestibolo ed una posteriore o bocca propriamente detta. Come annessi della bocca si comprendono le gengive, cioè il tratto di mucosa che ricopre le arcate alveolari, i denti, e le tonsille o amigdale (sulla parete laterale del faringe accolte in una depressione dovuta al divaricamento del velo palatino nel pilastro anteriore e posteriore).

2) Faringe: è un condotto muscolo-membranoso situato nel retrobocca e che si continua in basso nel laringe e nell’esofago. Serve per il passaggio non simultaneo del bolo alimentare, che dalla bocca scende nell’esofago, e dell’aria che dal laringe sale alle fosse nasali nell’espirazione, mentre nell’inspirazione scende dalle fosse nasali al laringe.

3) Esofago: canale muscolo-membranoso che continua il faringe ed è destinato al passaggio degli alimenti deglutiti verso lo stomaco. Scende verticalmente dal collo alla cavità toracica, addossato alla colonna vertebrale, di cui segue le inflessioni, raggiunge e supera il diaframma per portarsi nella cavità addominale. In esso si distinguono pertanto quattro porzioni: cervicale, toracica, diaframmatica e sottodiaframmatica. La lunghezza dell’esofago è di circa 25 cm.: se vuoto si presenta con pareti appiattite ed avvicinate e con lume ridotto ad una semplice fessura, mentre al passaggio dei liquidi e dei solidi si fa irregolarmente cilindrico con lume reale.

4) Stomaco: pozione dilatata interposta tra esofago ed intestino tenue. Vi si raccolgono i cibi deglutiti, che vi permangono per alcune ore, onde subire importanti modificazioni chimico-fisiche. È situato nella parte superiore della cavità addominale subito al di sotto del diaframma e del fegato. Presenta una forma paragonata a quella di una cornamusa, ed è disposto obliquamente con asse diretto dall’alto in basso e da sinistra a destra. Allo stato di me-dia distensione ha una lunghezza di 25 cm. ed una larghezza di 12 cm.; la stia capacità media varia dai 1000 ai 1500 cm. La parte superiore dello stomaco, in rapporto con l’esofago attraverso un orifizio detto cardias, è disposta a sinistra e ne costituisce il fondo. La parte mediana è la più estesa e forma il corpo dello stomaco. La parte inferiore, ristretta e situata a destra, costituisce l’antro pilorico ed è limitata da un anello muscolare contrattile, lo sfìntere pilorico, che regola il passaggio del contenuto all’intestino.

5) Intestino tenue: è l’organo destinato alla chilificazione e all’assorbimento; si estende dal piloro alla valvola ileocecale. È rappresentato da un tubo muscolo-membranoso lungo 6-8 m. disposto nella cavità addominale in anse avvicinate. Si distinguono tre porzioni: duodeno, che continua lo stomaco, è addossato alla colonna vertebrale con una forma ad U ed una lunghezza complessiva di 26 cm.; digiuno, parte che normalmente si riscontra vuota all’esame autoptico; Deo, porzione terminale. I limiti tra digiuno ed ileo sono poco netti, le funzioni analoghe, per cui col termine di digiuno-ileo s’intende la massima parte dell’intestino tenue, fatta eccezione del breve tratto duodenale. Al termine dell’ileo si riscontra la valvola ileocecale che regola il passaggio delle fecce liquide all’intestino crasso.

6) Intestino crasso: parte terminale del tubo digerente, ha una lunghezza di m. 1,40-1,70, con diametro variabile dai 7 ai 4 cm.; in esso si ha 11 riassorbimento dei sali e dei liquidi con condensazione delle fecce. È disposto in maniera da assumere la forma di una cornice applicata all’addome. La porzione che dal cieco sale sino a toccare la faccia inferiore del fegato è detta colon ascendente ed all’estremità superiore si inflette ad angolo retto per prendere direzione orizzontale e continuarsi nel colon trasverso. All’estremità laterale sinistra il trasverso si infiette in basso, ad angolo retto, per continuarsi nel colon discendente. Il discendente si continua con un tratto a decorso irregolare ad S Italica detto sigma. Il sigma scende nella pelvi e si continua in un breve tratto rettilineo, il retto, ultima porzione dell’intestino.

7) Ano: apertura distale del tubo digerente, chiusa da un robusto sfintere che dilatandosi all’atto della defecazione permette l’espulsione delle feci.

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