Il maqui che fa bene alle cellule

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maqui

 

E’ uno degli ultimi arrivati nell’empireo dei superfrutti. Dalle terre di Patagonia, le nuove bacche di maqui promettono un’eccezionale azione di contrasto nei confronti dei radicali liberi, forti del loro straordinario potere antiossidante. L’arbusto che le produce, Aristotelia chilensis per i botanici, è in grado di raggiungere i 5 metri di altezza e sebbene sia un sempreverde riesce a produrre una decina di chili di frutti, cosa che li rende particolarmente rari e preziosi.

Le bacche poi vengono raccolte ancora completamente a mano poiché non è possibile alcuna raccolta di tipo meccanico nell’intricata vegetazione di questa parte di mondo.

RESISTENTE A UN CLIMA ESTREMOÈ il luogo in cui crescono che arricchisce queste bacche. Temperature fredde, forti venti e il clima rigido e umido che caratterizza queste estreme terre cilene temprano la pianta, che deve anche schermarsi dai raggi solari intensi che riceve nelle altitudini in cui cresce. Tutto ciò le fa sviluppare sistemi di difesa sofisticati ed efficaci, quegli antiossidanti che il maqui utilizza per difendere se stesso e che poi servono anche al nostro benessere.

Cosa contiene il maqui

A fare la differenza nel maqui è la presenza di un particolare tipo di antiossidante, la delfinidina, considerata tra i più potenti al mondo, presente, ma in misura notevolmente inferiore, anche in altri vegetali. La delfinidina sarebbe in grado di riattivare le capacità di adattamento della cellula, quelle che si vanno perdendo con l’invecchiamento e con l’emergere di patologie di tipo degenerativo.

Inoltre viene favorita la produzione di mitocondri, il motore che dà energia alla cellula e la tiene viva e giovane. Tra le proprietà riconosciute a questo particolare antiossidante vi è anche la capacità di contrastare i danni ossidativi al Dna.

Perché da bene

I benefici del maqui sono quelli di un antiage che agisce a livello cellulare contrastando quel processo infiammatorio che è la vera conseguenza dell’invecchiamento delle cellule. Anche il sistema cardiocircolatorio si avvale delle virtù concentrate in queste bacche, dal momento che aiuta a regolarizzare i livelli di colesterolo e glicemia. Benefici anche per la vista: viene infatti ridotto il danno che i radicali producono alle cellule sensibili alle radiazioni luminose e che è alla base di alcuni disturbi come la degenerazione maculare legata all’invecchiamento. Alcune ricerche collegano il consumo di maqui con una riduzione del peso corporeo derivante dall’azione di stimolo metabolico. Queste bacche possiedono anche un leggero po- tere astringente, utile nei casi di dissenteria.

Come assumere il maqui

Anche il maquis è disponibile in forme simili agli altri super frutti. Difficile anzi, praticamente impossibile, gustarlo fresco, è però in commercio in altre forme: come integratore, come succo puro e come polvere liofilizzata.

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