Idrocolonterapia: l’antenato indiano

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Sebbene l’idrocolonterapia sia una tecnica moderna e all’avanguardia, già da secoli si praticano forme di pulizia dell’intestino simili a questa. Una di queste pratiche viene dall’India e si chiama Shankprakshalan. Ecco come funziona e cosa ha in comune con la più moderna e avanzata tecnica dell’idrocolonterapia.

Una tecnica antichissima

La Shankprakshalan è una tecnica davvero antica, praticata da centinaia di anni in India, terra di terapie naturali e pratiche volte al benessere dell’organismo. Nello specifico, questa tecnica consiste nel far passare nell’intestino dell’acqua salata, al fine di ripulirlo integralmente dalle scorie, proprio come fa la più moderna ed efficiente idrocolonterapia. Il nome di questa pratica deriva da Shank, conchiglia, e Shalan, che significa lavare; in passato, infatti, in India si usavano delle conchiglie per contenere l’acqua con cui lavarsi. In linea generale, questa pratica indiana dovrebbe ripulire le pareti dell’apparato digerente dall’esofago fino all’ano, ma il suo svolgimento non è così agevole. Per chi volesse provarla, è altamente sconsigliabile farlo in assenza di personale esperto, inoltre, il procedimento risulta decisamente lungo. Per tutti questi motivi, la sua diffusione è piuttosto circoscritta all’India e ora è meno praticata che in passato. Per lo più, la Shankprakshalan viene praticata dagli yogi con una certa frequenza.

Come funziona l’antenata indiana dell’idrocolonterapia

Come anticipato, la Shankprakshalan prevede un procedimento piuttosto lungo, non molto complicato, ma sconsigliabile da praticare da soli. In pratica, consiste nell’ingerire gradualmente dell’acqua salata, facendo seguire all’ingestione dei particolari movimenti di yoga che aprono il piloro e fanno confluire la soluzione acquosa lungo l’intestino. Durante il percorso, quest’acqua non viene assorbita come avviene con quella dolce, ma continua il suo tragitto portandosi via le scorie che intaccano le pareti dell’apparato digerente. Alla fine, quanto accumulato viene espulso con le feci. Durante il primo trattamento, l’acqua salata provoca un senso di nausea, ma in seguito dovrebbe sparire. Le dosi indicate sono di quattro litri d’acqua con quattro cucchiai di sale integrale. Il tutto dura almeno un paio d’ore, tra cui una mezz’ora per bere l’acqua salata e fare gli esercizi di yoga, e almeno un’ora e mezza per espellere le scorie accumulate nell’intestino.

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