I movimenti peristaltici del colon

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Movimenti peristaltici e colon

Altrettanto non si può dire dell’intestino: perchè proprio all’altezza delle anse dell’intestino tenue si compie la parte essenziale della digestione e, soprattutto, dell’assorbi­mento del cibo: passaggio nel sangue dei principi nutritivi per l’organismo.

Queste diverse tappe avvengono, nell’ambito intestinale, per opera di processi meccanici, chimici, enzimatici, microbici.

Nel colon si hanno la formazione e l’eliminazione del ri­fiuti: le materie fecali.

a) Fenomeni meccanici – Durante il suo passaggio nel­l’intestino tenue, il bolo alimentare è tritato, sminuzzato da movimenti di rimescolamento e viene trasportato lungo l’intestino dai movimenti peristaltici, specie di onde che nascono all’altezza dello sto­maco e si propagano dal l’alto al basso lungo tutto l’in­testino, facendo, così, progredire il contenuto intestinale, il quale, per attraversare l’intestino tenue, impiega dalle sei alle sette ore.

Questi movimenti meccanici, almeno per quanto con­cerne i movimenti peristaltici, sono comandati dal sistema nervoso:

—    l’onda peristaltica è un fenomeno riflesso locale, per il quale necessita l’integrità dei plessi nervosi;

—    lo stato chimico locale e lo stato di distensione del­l’intestino fanno scattare e stimolano i movimenti peri­staltici.

Nel colon, esistono gli stessi movimenfi peristaltici, che, però, sono meno numerosi: con la conseguenza di una pro­gressione molto più lenta, perfino dieci ore, del contenuto.

Il cieco e il colon ascendente sono sede di movimenti antiperistaltici molto frequenti: e, questo fenomeno, ha lo scopo, prezioso, di rallentare l’avanzata del contenuto nel colon.

b) Fenomeni secretori – Nell’intestino tenue, la dige­stione è opera dell’azione combinata del succo intestinale, del succo pancreatico (che dal pancreas, attraverso il dotto di Wirsung, si riversa nel duodeno) e della bile (provenien­te dal fegato, attraverso il coledoco, il quale si unisce con il dotto di Wirsung, formando l’ampolla di Vater, comuni­cante con il duodeno), azione che permette la progressiva degradazione degli alimenti e il loro assorbimento.

Il succo intestinale agisce sui protidi, sui lipidi e sui glicidi, per mezzo di numerosi enzimi in esso contenuti:

—    peptidasi, che agiscono sui protidi,

—    lipasi, the agiscono sui lipidi,

—    maltasi, che scindono in due parli i glicidi, come il maltosio,

—    enterochinasi, che attiva i fermenti pancreatici.

Più che altrove, questa secrezione enzimatica è ricca nella parte prossimale dell’intestino tenue, la cui parte distale, al contrario, è la sede di assorbimento di diversi elementi:

—    acqua ed elettroliti,

—    protidi, glicidi, lipidi, sotto forma di elementi sem­plici, cioè dopo l’azione degradante degli enzimi.

Questi elementi, quando devono essere assorbiti, sono finemente emulsionati per intervento della bile.

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