Ecco i batteri buoni che proteggono dall’acne

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Essere infastiditi o no da brufoli e punti neri potrebbe essere questione di batteri, o meglio, da quale ceppo di batteri predomina nella nostra pelle.
Se non tutti i quindicenni si ritrovano con il volto costellato da foruncoli, il motivo sarebbe dovuto alla varietà, ben più complessa di quanto si è finora creduto, dei ceppi di Propionibacterium acnes, microrganismo che abitualmente popola i pori della cute e la cui proliferazione sarebbe alla base dell’acne.
È quanto sostiene uno studio apparso sul Journal of Investigative Dermatology.

Lo studio
La ricerca è opera di ricercatori dell’Università della California che hanno analizzato una cinquantina di persone con acne e un analogo numero di individui senza brufoli. Dopo aver prelevato campioni di microbi dai pori del loro naso utilizzando semplici cerotti per la pulizia del viso, gli esperti ne hanno esaminato il genoma. Mentre la quantità totale di Propionibacterium acnes presente in tutti gli individui considerati era comparabile, i diversi ceppi di questo microrganismo, rivelatisi più numerosi e vari del previsto, erano differentemente distribuiti tra pelli acneiche e pelli sane.

«Due ceppi in particolare caratterizzavano principalmente i pori di chi soffriva di acne», afferma Huiying Li, farmacologa presso l’istituto californiano e autrice dello studio. «Mentre un terzo ceppo predominava in chi aveva una pelle senza brufoli”.

“Buoni” e “Cattivi”
Nulla è ancora confermato in via definitiva, ma i batteriPropionibacterium acnes non sarebbero dunque tutti uguali. Alcuni sembrerebbero nemici della cute poiché associati all’acne, ma un loro ceppo in particolare sembrerebbe l’alleato di una pelle liscia e in salute e, ipotizzano i ricercatori, avrebbe un ruolo difensivo nei confronti dei suoi analoghi “cattivi”. «Questo ceppo di Propionibacterium acnes - puntualizza Li – sembra proteggere la pelle proprio come i batteri vivi dello yogurt difendono l’intestino dai microrganismi nocivi».

Questa scoperta potrebbe portare a nuovi sbocchi terapeutici. Secondo il gruppo di ricerca, future cure per l’acne potrebbero comprendere farmaci in grado di eliminare selettivamente i batteri “cattivi” e creme o altri trattamenti probiotici capaci di favorire la crescita di quelli “buoni”. Si potrebbe poi sviluppare un test che, analizzando i ceppi di Propionibacterium acnes di ogni individuo, riveli chi tenderà più di altri a sviluppare foruncoli e punti neri.

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