Colon e reni: una relazione strettissima

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il rapporto tra colon e reni

Colon e reni: ecco la relazione

La struttura dei reni è molto complessa e questa non è la sede adatta per scendere nei dettagli. Sono organi di eliminazione dei liquidi e degli escreti, e il lavoro che svolgono è a dir poco stupefacente. Ogni cellula del corpo, senza eccezione, utilizza il cibo per mantenersi in vita e lavorare per noi. Cia­scuna di esse ha il proprio processo di assimilazione, nel corso del quale deve eliminare gli scarti, ovvero il prodotto finale del metabolismo. Quest’ultimo è il processo preposto sia alla formazione dei tessu­ti e delle cellule che alla loro distruzione, e implica che nei tessuti e nelle loro cellule viventi avvengano delle trasformazioni chimiche mediante le quali si produce l’energia necessaria alle loro funzioni vitali. Nuovo materiale viene assimilato per riparare le cel­lule consumate. Nel metabolismo sono quindi com­prese due fasi: quella costruttiva è la trasformazione delle sostanze nutritive nel più complesso protopla­sma vivente; quella distruttiva, con il rilascio di ener­gia, provoca la decomposizione e l’ossidazione degli elementi costitutivi del protoplasma in componenti più semplici. Mentre questi processi di costruzione c demolizione procedono di pari passo, uno dei due può assumere il predominio e oscurare l’altro, dando origine a uno squilibrio. Nell’esame di questi processi metabolici è evidente che se ai tessuti non vengono forniti cibi vivi biologici si avrà una prevalenza della fase distruttiva. Se questa situazione supera i limiti di tolleranza, avremo lo sviluppo di una tossiemia.

Le cellule e i tessuti del corpo fanno uso di cibo e di ossigeno, ed è quindi naturale che producano scarti metabolici come l’anidride carbonica. Questa, insieme a piccole quantità di acqua, viene elimina­ta attraverso i polmoni. L’acqua, l’anidride carbonica e le secrezioni di alcune ghiandole vengono espulse dall’apparato esattore. Gli organi dell’apparato urinano si occupano dell’eliminazione dei liquidi sepa­rati dalle sostanze metaboliche. I reni svolgono il compito complesso di estrarre dal sangue gli scarti tossici del metabolismo proteico sotto forma di acido lirico e urea. Estraggono inoltre dal sangue e dal sistema linfatico i minerali e gli elementi consumati e da eliminare, compresa l’acqua superflua.

Oltre a svolgere queste funzioni, i reni regola­no anche le attività che avvengono nel loro ambi­to, come la regolazione della quantità e del volume dell’acqua nei tessuti, il processo osmotico e la rego­lazione dell’equilibrio acido-base. I reni producono una secrezione chiamata renina, che viene assorbita dal sangue per essere trasmessa e usata dall’organismo quando occorre restringere i vasi sanguigni. Alcune secrezioni renali sono coinvol­te nei processi metabolici c se i reni non le secernono o ne emettono quantità limitate, si formano depositi di acido urico. Ne deriva una condizione di uremia, causata dalla ritenzione nel sangue di escreti che i reni avrebbero dovuto eliminare e caratterizzata da mal di testa, vertigini, vomito, cecità parziale o totale, convul­sioni, coma, paralisi parziale e odore urinoso dell’alito. I calcoli renali sono il risultato della coagulazione di minerali e altri elementi che si formano in parte a causa della composizione di cibi incompatibili e di alimenti cotti nell’olio o nel grasso. Il metaboli­smo del sistema digestivo non è riuscito a elaborarli, ragion per cui sono stati espulsi nel sangue e da li sono passati ai reni. Quando il sangue porta scarti di questo tipo ai reni, questi ultimi non riescono a fil­trarli per eliminarli nelle urine e quindi si formano i calcoli. Abbiamo visto calcoli, sia renali che biliari, dissolversi nel giro di due-quattro giorni dopo averli immersi in una provetta riempita con un infuso di attaccavesti, un’erba che si può facilmente acquista­re in erboristeria o nei negozi di prodotti natura­li. Spesso gli erboristi consigliano di bere tisane di quest’erba per ogni problema ai reni o alla cistifellea. I reni sono organi di valore inestimabile che vanno tenuti sotto controllo perché reagiscono allo stato del colon. L’alcool, anche in minima quantità come nel vino e nella birra, può rovinare i reni. Un mio carissi­mo amico, che era solito viaggiare in lungo e in largo per l’Europa, si cm abituato a bere vino ai pasti ed è morto di intossicazione uremica a soli cinquantasei anni. Gli inglesi, i tedeschi c gli americani, che sono i più grandi consumatori di birra, soffrono di gravi e diffusi disturbi renali più di ogni altro popolo, nono­stante gli italiani, i francesi e i popoli latini non scher­zino con il loro secondo posto in classifica. Per via della natura delle secrezioni che li attraver­sano, i reni sono particolarmente soggetti alle infe­zioni.  La prevenzione è un principio migliore da met­tere in pratica rispetto al tentativo di ottenere una cura. Le irrigazioni del colon rappresentano il mi­glior primo passo. Cominciate a pulire il vostro colon, e poi procedete con il resto.

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