Che cos’è l’autointossicazione

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Che cos'è l'autointossicazione

Che cos’è l’autointossicazione?

L’autointossicazione è il risultato di un difetto funzionale del­l’intestino; l’autointossicazione provoca conseguenze sgradevoli all’organismo ed è l’origine di molti disturbi e malattie odierne.

Se si immagina un’analogia fra l’intestino crasso o colon con un deposito di rifiuti o un sistema fognario, inizieremo a comprendere il processo in modo piu chiaro. Immaginate le conseguenze di un guasto al sistema di pom­paggio fognario di una città, oppure cosa succederebbe se tut­te queste tubazioni si ostruissero seriamente con materiale di difficile rimozione, tali da bloccarne il passaggio? Tutto ciò non potrebbe durare a lungo senza dar luogo a crisi e ad enor­mi problemi sanitari, mettendo a rischio la salute e la società. Dalle fogne a cielo aperto, nel passato, si diffondevano deva­stanti infezioni e malattie che distruggevano letteralmente in­tere città e popolazioni. Quando la fogna si ostruisce e il suo livello sale, abbiamo un potenziale problema sanitario. Urge quindi chiamare l’idraulico!

In aggiunta a quanto sopra ipotizzato, c’e la possibilità che il corretto funzionamento del sistema di smaltimento fognario e i suoi processi possano incepparsi a causa di un guasto energetico. I lavori procedono bene, ma l’energia che alimenta i macchinari è venuta a mancare o è disponibile in misura minore. Possiamo comparare questo a ciò che accade dentro di noi quando utilizziamo un cibo povero sotto l’a­spetto nutrizionale ed energetico.

Tutte le condizioni descritte stanno per essere sperimentate dai nostri intestini. Perché? Una spiegazione esauriente po­trebbe riempire molti volumi. Proviamo a stilarne le cause principali per essere brevi e a ricavarne comunque un messaggio. Fondamentalmente, la civiltà modernà e in particola­re le nazioni industrializzate, hanno la maggior percentuale di disturbi intestinali. Constatiamo invece che i popoli che vivono a contatto con la terra e la natura non ne soffrono e malat­tie come diverticoliti e coliti sono a loro sconosciute.

Ma che cosa provoca questi disturbi intestinali nella società odierna? E’ difficile puntare il dito su un aspetto in particola­re perche tutti vi contribuiscono in varia misura. Gli individui soffrono più intensamente di una situazione piuttosto che di un’altra, a causa di fattori ambientali e delle proprie abitudi­ni di vita. In generale, l’elemento che ha contribuito mag­giormente a tutto ciò e l’aver perso la via della semplicità, di uno stile di vita in sintonia con la natura, dove ci sono tutte le premesse per essere felici e in buona salute. Constatiamo che, allontanandoci ulteriormente dai processi naturali e dipen­dendo sempre più da quelli artificiali, i nostri disturbi e le no­stre malattie aumentano in frequenza ed intensità. In particolare, ci stiamo rendendo conto che la situazione nu­trizionale odierna ha contribuito pesantemente a sbilanciare l’organismo umano. Il modo in cui coltiviamo, raccogliamo, trasformiamo e commerciamo i nostri prodotti è in buona parte la causa delle disarmonie organiche. Fattori economici hanno totalmente soverchiato ogni altra considerazione nella commercializzazione e nella distribuzione degli alimenti. A causa dei trattamenti che essi subiscono oggigiorno, è oramai impossibile ottenere un cibo vitale, nutrien­te e rigenerante. Sfortunatamente, molti di questi provengono da ibridazioni che favoriscono una maggior produzione in ba­se alle specifiche condizioni climatiche, soddisfano le opera­zioni di raccolta e di lavorazione ed hanno caratteristiche econo­micamente vantaggiose. La qualità nutrizionale, la freschezza, il gusto e la vitalità che i cibi dovrebbero apportare all’ organi­smo, vengono completamente trascurati. I cibi trasformati, cotti, disidratati, arrostiti, scottati, trattati chimicamente con preser­vanti e conservanti, non reagiscono bene nel nostro organismo.

Chi è ben informato sulle condizioni salutari odierne, è a co­noscenza delle problematiche derivanti dal sistema attuale di produzione alimentare. Proseguiamo quindi con altre consi­derazioni sulle responsabilità dei disturbi intestinali odierni. A causa delle scadenti qualita dei nostri cibi, l’organismo non è in grado di ricavarne una nutrizione corretta. Gli alimenti provenienti da terreni impoveriti non si sono arricchiti di vi­tamine, minerali e degli enzimi necessari al mantenimento di una buona salute. Le persone stanno crescendo con un caren­te bilancio nutrizionale.Questa carenza produce aberrazioni a livello biochimico organico e conduce a disturbi, malattie e squilibri mentali.

I cibi con additivi, che hanno subito dei processi di trasfor­mazione o di devitalizzazione, sono notoriamente poveri di fibre e non formano residui consistenti nell’intestino. Tendo­no ad essere asciutti, collosi e molli; non adatti al transito in­testinale. Può anche succedere che vi aderiscano all’ interno come calla, rendendone difficile l’eliminazione. Un utilizzo continuo di tale cibo ci fa incamminare sul sentiero che por­ta ai disturbi di cui stiamo discutendo.

Purtroppo, nella nostra vita questo processo si instaura rapi­damente. Altri fattori che dobbiamo considerare nell’ autoin­tossicazione sono gli stress e le tensioni che coinvolgono sempre pia i membri di questa moderna società. Quando l’or­ganismo viene sollecitato e stressato, come spesso succede oggigiorno, occorre un’ulteriore aggiunta di nutrienti per far fronte a questa situazione. Purtroppo il cibo che si utilizza cosi carente che l’organismo resta in uno stato di richiesta continua. Non ottenendo quanto gli necessità, s’innesca un ciclo vizioso che dara inizio alla denutrizione dei tessuti vita­li. Questa situazione produce stress e nello stesso tempo ri­duce la vitalità.

Sintomi come mancanza di energia, stanchezza, irritabilita, inquietudine, intolleranza, litigiosita, fatica, poca resistenza e malattie frequenti sono tutte conseguenze di quanto discusso finora. Mettiamo insieme queste condizioni e vediamo cosa succede. Prima di tutto le linee fognarie si stanno ostruendo a causa delle colle all’interno dei tubi.

Questo provocherà un peggioramento generale. I materiali di rifiuto stazioneranno più a lungo nel circuito interno. Duran­te l’eliminazione non ci sarà una diminuzione del carico di la­voro; il macchinario non potrà fare una sosta ma, al contra­rio, dovrà lavorare ancora più intensamente per sgomberarne la stessa quantità.

Per questo eccesso di lavoro, sarà richiesta molta più energia elettrica e tutta l’attrezzatura verrà sottoposta ad usura e stress maggiori; occorrerà un’ulteriore manutenzione per conservarla efficiente e aumenteranno le possibilità di guasti a causa del sovraccarico. Immaginate ora un oscuramento parziale o, peggio ancora, un’interruzione generale dell’energia elettrica. Tutti gli apparati subiranno una brusca sosta. Quando l’intestino si incrosta con materiali fecali non espulsi a causa di carenti abitudini dietetiche, l’assorbimento dei nutrienti vitali viene rallentato a tal punto da creare depositi. Tutto ciò è paragonabile all’oscuramento. II ciclo energetico è in corto circuito e l’integrità del tessuto precipitera drasticamente. In aggiunta a questo, gli accumuli nelle pareti dell’intestino diventeranno la sede riproduttiva di forme batteriche nocive alla salute. Esse inizieranno a moltiplicarsi sul materiale putrido, rendendo la situazione molto pericolosa. Il pesante muco che riveste il colon si addenserà, diventando ricettacolo di putrefazioni. I capillari sanguigni del colon inizieranno ad assorbire tossine, veleni e frammenti tossici che si diffonderanno attraverso la parete intestinale. Tutti i tessu­ti e gli organi del corpo, a loro volta, assorbiranno queste so­stanze tossiche. E’ l’inizio di una vera autointossicazione. II colon è stato invaso completamente da tossine dannose che producono virus e batteri. La fogna sta tra­cimando, l’alimentazione energetica è stata tolta. Chiamate il medico! E’ un fatto indiscutibile che non solo la malattia e l’invecchiamento, ma anche la morte può essere provocata da un accumulo di rifiuti del nostro metabolismo e dall’incapacità corporea di rifornire le sue strutture cellulari e organiche con dei nutrienti freschi e vitali. Tuttavia, si potranno ottene­re immunità e libertà da malattie, in modo tale da rinviare il più a lungo possibile vecchiaia e morte, a condizione che i ri­fiuti nel nostro corpo siano mantenuti al minimo e che venga fornito del materiale fresco, vitale e di prima ‘scelta per lo sviluppo e la riparazione organica. Depurare il colon è di importanza fondamentale per il benessere generale. Quando lo si inquina con scorie stagnanti e il suo tessuto si danneggia con abrasioni e ulcerazioni infette, i prodotti finali di una cattiva digestione, di un metabolismo ridotto e i rifiuti di una fermentazione putrefattiva troveranno facile accesso al sangue, alla linfa e agli altri fluidi corporei. Accanto alle condizioni morbigene appena menzionate, si dovranno poi valutare le comuni malattie del colon, della flessura sigmoidea, del retto e dell’ano come: diverticoli, coliti, emorroidi, fistole, fissura­zioni e tumori. Queste malattie sono così serie e in espansio­ne che hanno dato vita ad un’ armata di specialisti di chirur­gia rettale, tecnici d’irrigazione del colon ecc.

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