Buffaloberry, il nuovo antiage degli indiani d’America

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Buffaloberry, il nuovo antiage degli indiani d’America

Alla ricerca di nuovi ritrovati dalle potenzialità antiage, la scienza si è concentrata su un frutto di bosco che è originario delle zone nord-occidentali degli Stati Uniti ed è diffuso nelle riserve degli indiani d’America. È noto come buffaloberry ed è la bacca della Shepherdia canadensis. A mettere in luce le sue proprietà uno studio pubblicato sul Journal of Food Science e condotto dai ricercatori dell’Institue of Food Technologists di Chicago. Ciò che rende questo frutto prezioso, anche per la prevenzione di malattie come il cancro, sono le alti dosi di licopene rinvenute in esso, oltre a un composto ad esso correlato, il metillicopenoato, dalle proprietà antiossidan- ti e nutrienti. L’industria alimentare ha già manifestato il proprio interesse per un prodotto la cui coltivazione ora è fortemente limitata ma che, viste le sue caratteristiche, si presta anche alla produzione di bevande e vino.

L’elisir di lunga vita si ricaverà da una pianta tradizionale nipponica?

Tra i segreti della longevità degli abitanti di Okinawa vi è anche una pianta che fa parte della loro alimentazione tradizionale. Il suo nome botanico è Alpinia zerumbet, ed è nota anche come Getto o Shell Ginger. Secondo gli studi del dottor Shinkichi Tawada della facoltà di Agraria dell’Università di Ryukyu, l’Alpinia sarebbe in grado di allungare di un quinto l’aspettativa di vita. Il merito è di un antiossidante, il già noto resveratrolo, che in Occidente si associa all’uva. Oltre che promuoverne nuovamente l’uso in cucina, il dottor Tawada auspica un futuro uso di questa pianta anche in campo medico.

Dall’Erba della Pampa l’estratto che combatte il cancro alla pelle

Un estratto d’Erba della Pampa, sulla base di ricerche effettua- te da studiosi coreani della Chonnam National University di Gwangju, sarebbe in grado di uccidere le cellule tumorali causa del cancro alla pelle. I test stanno mettendo alla prova un fla- vonoide ottenuto da quest’erba, la Eremochloa ophiuroides o Centipedegrass, che in virtù della sua struttura particolare sem- brerebbe essere utile per indurre la morte programmata delle cellule tumorali, sia su modelli animali che su cellule umane. Gli esperimenti sono stati pubblicati su BMC Complementary and Alternative Medicine.

Flavanolo dei cetrioli per il cervello giovane

Nei cetrioli, ma anche nelle fragole e nei mirtilli, è presente la fisetina, un composto antiossidante della classe dei flavonoidi, che una nuova ricerca condotta dagli studiosi del Salk Institute for Biological Studies in California ha dimostrato essere utile per la perdita di memoria che affligge i malati di Alzheimer. Per ora gli esperimenti sono stati condotti su delle cavie, ma i risultati ottenuti sono stati considerati interessanti. A dei topi con l’Alzheimer è stata somministrata della fisetina e ciò che si è notato sono stati miglioramenti nella sintomatologia della malattia. Pur non intervenendo per ridurre le placche amiloidi caratteristiche dell’Alzheimer, questo flavanolo è in grado però di accendere una via cellulare nota per essere coinvolta nella memoria.

L’uvetta tiene in salute denti, cuore e circolo

Il suo contenuto di antiossidanti ha fatto in modo che l’uvetta, pur essendo un alimento dolce, possa essere considerata un’alleata nella lotta alla carie. La specifica varietà di antiossidanti che contiene la rendono attiva nei confronti dello Streptococcus mutans, il batterio che è una della cause primarie della carie dentale. A dimostrarlo uno studio apparso sul Journal of Food Science e condotto da un team di ricercatori tra cui il dottor Ashley R. Waters, della Eastern Illinois University (Usa). Analizzando comparativamente i risultati di un’ottantina di ricerche sono emerse poi altre proprietà dell’uva passa (e dell’uva in generale) che ha dimostrato di saper ridurre il rischio di sviluppare il diabete e la capacità di prevenire le più gravi malattie di cuore e circolo.

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