Adenocarcinoma colon: un mini-robot per operarlo

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Robot for Edoscopic Dissection

Red, il mini-robot

Red, acronimo di Robot for Edoscopic Dissection, è il nome del progetto arrivato secondo nella nona edizione della Start-Cup «Piemonte e Valle d’Aosta». Il progetto è stato curato da Marco Bonino e Alberto Arezzo dell’Incubatore d’Impresa dell’ateneo di Torino. Il mini-robot è stato progettato per compiere interventi non invasivi in caso di adenocarcinoma del colon in fase iniziale e di altri tumori precoci del tratto gastro-intestinale. Scopo del robot è realizzare interventi a escissione zero, ovvero completi; in pratica, l’obiettivo è riuscire ad asportare tutto il tumore allo stadio iniziale, evitando di ricorrere successivamente a una vera e propria operazione chirurgica di asportazione. Tutto ciò si tradurrebbe in un abbattimento dei costi di degenza e di personale sanitario. In più, per compiere questo piccolo intervento non è necessaria una sala operatoria, ma basta una sala endoscopica.

Adenocarcinoma colon: le nuove frontiere della chirurgia

Il mini-robot dell’Università di Torino è una delle tante nuove tecniche messe a punto per ridurre l’invasività delle operazioni chirurgiche. Gli interventi al tratto intestinale, infatti, sono di norma piuttosto invasivi e talvolta invalidanti. Sono circa 45mila i pazienti stomizzati in Italia; chi subisce una colostomia è costretto a vivere con delle sacche esterne per la raccolta dei prodotti intestinali, condizione non piacevole. Alla colostomia si arriva quando l’adenocarcinoma del colon è in fase così avanzata da dover asportare buona parte dell’organo, che non sarà più in grado di svolgere la sua funzione. Anche quando il tumore ha raggiunto il retto, è necessario effettuare una stomia per l’espulsione dei prodotti fecali. Questa operazione, che rappresenta l’ultimo tentativo per debellare questo tipo di cancro, prova quanto possa essere invasivo e debilitante un intervento in quella zona del corpo. Per evitare di arrivare a ciò, spesso si tenta di ridurre la massa tumorale con sedute di chemio o di radioterapia, trattamenti non esenti da pesanti effetti collaterali. Quando l’intervento chirurgico è inevitabile, la medicina propone ora soluzioni basate sulla robotica, come il mini-robot Red, sebbene questo sia pensato per tumori allo stadio iniziale. Seppure il risultato della colostomia sia sempre lo stesso, ovvero il vivere con delle sacche esterne per l’espulsione delle feci, anche in questo campo la ricerca ha trovato nuove soluzioni meno invasive, che risultano più precise e meno dolorose; tra le note positive degli interventi mini-invasivi, si verifica una minore perdita di sangue durante l’operazione. Inoltre, come per il mini-robot di Torino, il ricovero per l’intervento è più breve, così come il periodo di convalescenza. Tutte queste innovazioni aumentano il tasso di sopravvivenza al tumore del colon-retto, ma le soluzioni migliori restano la diagnosi precoce e la prevenzione; alimentazione sana, esercizio fisico e idrocolonterapia sono gli strumenti migliori per ridurre il rischio.

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Mens sana in colon sano
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