Adenocarcinoma colon: le novità della ricerca scientifica

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Adenocarcinoma colon: la mappatura dei virus

La prima novità riguarda la mappatura dei virus collegati ai tumori. Si tratta del primo lavoro di questo genere ed è stato realizzato dai ricercatori dell’università svedese di Gothenburg, coordinati da Erik Larsson. Si tratta di una banca dati che fornisce informazioni sul collegamento tra virus e cancro. Infatti, si sospetta che il 10/15% delle neoplasie sia generato proprio da virus. Per trovare conferme a tale dato, gli studiosi hanno analizzato Dna proveniente da 4.438 tumori di diciannove forme diverse, tra cui l’adenocarcinoma del colon. In ogni campione sono state ricercate tracce di virus e queste sono state trovate in 178 casi. Per quanto riguarda il tumore del colon, materiale genetico virale è stato trovato nel 9,8% dei casi analizzati; una percentuale del 5,6 è stata riscontrata, invece, nel cancro al retto. Per alcuni tumori, la ricerca ha confermato quanto già scoperto come, per esempio, la presenza del papilloma virus alla base del cancro alla cervice o dell’epatite B per la neoplasia del fegato. Assenti tracce di virus, invece, nella forma più aggressiva di cancro al cervello, di cui si sospettava l’origine virale.

Tumori: nessun legame con la depressione

Se la ricerca svedese ha individuato una correlazione tra virus e tumori, un altro studio ha escluso, invece, il rapporto con la depressione. I ricercatori dell’Istituto Nazionale della Sanità e della Ricerca Medica, sotto la guida di Cedric Lemogne e Marie Zins, hanno condotto uno studio per valutare il ruolo della depressione nello sviluppo del cancro, visto quanto le condizioni psicologiche dell’individuo sembrano influenzare lo stato di salute. La ricerca dell’INSERM è stata pubblicata sulla rivista scientifica americana American Journal of Epidemiology. 14.203 soggetti sono stati monitorati per ben 15 anni ed erano tutti ex dipendenti di una società di fornitura gas ed energia elettrica. Ognuno di loro ha dovuto compilare un questionario ogni tre anni e il documento andava corredato la valutazione del medico curante sull’eventuale sviluppo di una forma depressiva. Quest’ultimo fattore è stato particolarmente tenuto sotto controllo nel periodo in cui l’attività della società fu sospesa, ovvero, tra il 1989 e il 1993. Il 10% dei partecipanti si è ammalato di cancro, tra cui una buona percentuale ha sviluppato un adenocarcinoma del colon. L’analisi sulle 1.119 persone malate non ha fatto emergere correlazioni con forme depressive, nate prima dell’insorgere della patologia. I ricercatori francesi, quindi, affermano con una certa convinzione che non ci sia uno stretto rapporto causale tra depressione e tumore. Come è comprensibile, sono state registrate delle relazioni in senso inverso, ovvero, alcuni dei soggetti malati sono caduti in depressione dopo aver scoperto del cancro. In questo caso, i meccanismi che scattano sono particolari e piuttosto giustificati. Se la depressione è stata depennata come causa del cancro, resta indubbia l’influenza dello stile di vita e dell’alimentazione.

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