Acido lattico: che cos’è e a cosa serve

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Acido lattico

Che cos’è l’acido lattico?

Il latte appena munto dalla mammella di una mucca sana, o di altri animali che allattano, è sterile, ma in pochi attimi vie­ne invaso dai batteri.

È un buon veicolo per la riproduzione di ogni tipo di batterio, amico o nemico. Ogni cambiamento che subisce dopo la mungitura è dovuto all’azione batterica che converte i nu­trienti in altre sostanze. Se potessimo prevenire la contami­nazione microrganica al latte appena munto, esso rimarrebbe indefinitivamente dolce, ma ciò è impossibile.

John Harvey Kellogg eseguì un sorprendente esperimento di­mostrando quanto detto sopra. Immerse circa 400 g di carne cruda, leggermente frollata, nel latte intero. Ad intervalli rego­lari il latte veniva sostituito; questo permise alla carne di rima­nere intatta, senza decomporsi, per circa 20 anni! Ciò dimostra l’efficienza di un acido medio nell’inibire la decomposizione comunemente prodotta dai batteri putrefattivi. Il latte acido è chiamato anche fermentato, cagliato o andato a male; i bulgari e i turchi lo chiamano yogurt, i russi invece lo chiamano kefir. Fra i beni essenziali di alcune popolazioni nomadi c’è il gru­mo di caseina da latte acido, il quale viene posto nella sacca del latte appena munto fino a quando sarà inacidito. La palla di caglio, che in ogni processo si rivivifica, verrà poi tolta, ri­coperta per prevenirne l’essiccazione e saltuariamente sosti­tuita. Usando tale procedimento, il nomade sa che il suo lat­te cagliato non andrà in putrefazione e manterrà il valore nutritivo fino all’utilizzo.

Negli anni recenti, dopo gli studi di Metchnikoff, il latte fer­mentato ha subito un incremento di domanda ed è oggi lar­gamente utilizzato. Viene prescritto per migliorare la salute in generale .e utilizzato in molti alimenti, in particolare in quel­li specifici per i disturbi intestinali e metabolici. «Metchnicoff è realmente il padre dell’attuale metodo di fermentazione del latte. Egli rese popolare questa tecni­ca e mentre era direttore dell’Istituto Pasteur di Parigi, si fece promotore di molti studi scientifici sul valore te­rapeutico del latte fermentato.

Fu anche un ricercatore infaticabile sulla longevità. I suoi esperimenti per approfondire le conoscenze su come migliorare e allungare la vita attirarono l’attenzione del mondo intero. Egli sosteneva che la stasi e le putrefazio­ni intestinali abbreviano la vita e causano malattie, seni­lità precoce e morte prematura; raccomandava l’utilizzo del latte fermentato, come migliore antidoto e neutraliz­zatore.

Dedusse ciò dal fatto che i popoli bulgari, turchi, arabi, ebraici e altri che sono dediti all’uso del latte fermenta­to, come gli inglesi con il tè pomeridiano, sono molto più longevi e con un numero di centenari maggiore di ogni altra nazione. Il popolo bulgaro ha 1.500 centena­ri ogni milione di abitanti. In America, solamente nove ogni milione raggiungono questa età.

Non ci sono dubbi sul fatto che questi popoli fanno lar­go uso di latte fermentato il quale, grazie al suo prezio­so contenuto di acido lattico e di proteine modificate, può essere considerato uno dei fattori di longevità.

Non dimentichiamo però, oltre a questo nutrimento, an­che l’alimentazione naturale, il loro semplice modo di vivere e la vita all’aperto che hanno condotto! Non so­no fattori sufficientemente importanti per la longevità, piuttosto del solo utilizzo del latte fermentato?

Isolò un microbo a cui diede il nome di bacillus bulgari­cus, ricordando il grumo di caseina che usano i bulgari per acidificare il latte appena munto delle loro mandrie; constatò che era molto rapido ed efficace per la trasfor­mazione. Tentò anche di impiantarlo nel tratto intestina­le umano, in modo da provocare la formazione di acido lattico e contrastare i microbi maligni che possono esse­re la causa di putrefazioni. L’esperimento, però, non eb­be successo. Il bacillus bulgaricus è un parassita del latte. Molti batteri producono acido lattico, ma pochi crescono bene nel canale alimentare.

Il tempo, l’osservazione e la sperimentazione hanno pro­vato che il bacillus bulgaricus non è vitale; questo signifi­ca che quando viene assunto, non si diffonde nel tratto ga­strointestinale, ma viene digerito, distrutto nello stomaco e nell’intestino tenue e non raggiunge l’intestino crasso. Non arriva quindi al colon dove necessita maggiormente e all’analisi delle feci non si trova.

I preparati con lactobacillus bulgaricus sono stati sospe­si poiché contengono un microrganismo estraneo all’ap­parato intestinale umano e non può proliferarvi. Prosegue invece la commercializzazione di preparati con lactoba­cillus acidophilus poiché questo microrganismo ha la ca­pacità di colonizzarlo, crescere e produrre acido lattico.

La presenza di bacilli acido-lattici nelle feci è la prova reale del loro valore come rimedio per i disturbi al colon, in particolare alla costipazione. I bacilli acido-lattici so­no più di un centinaio, fra questi: bacillus yogurt, strep­tococcus lacticus, thermophilus, lactobacillus adondoly- ficus, boas oppler bacillus, lactobacillus lopersici, ecc., ma nessun altro, oltre / ‘acidophilus, prospera o può es­sere impiantato nell’intestino crasso.

Rahe investigò in modo critico sull’impianto di l. bulga­ricus. Il suo lavoro tendeva a dimostrare che nonostante questo bacillo venisse assunto con il latte, al termine della digestione non ne restava più alcuna traccia. Inol­tre, puntualizzava un fatto importante: la differenza fra 1. bulgaricus e certi batteri che formano acidi reperibili normalmente negli intestini è così sottile che può essere distinta solo con difficoltà. Egli ipotizzava che l’opinio­ne di certi ricercatori sulla permanenza del l. bulgaricus negli intestini era dovuta alla loro incapacità di distin­guerlo dagli altri. Il solo bacillo acidolattico che può crescere e proliferare nell’intestino crasso di un adulto è il lactobacillus acidophilus.

Questo bacillo è largamente diffuso in natura e appar­tiene alla famiglia dei lattobacilli acidourici. In questo gruppo di batteri vi sono molte varietà di microrganismi imparentati fra loro. Sia il lactobacillus acidophilus che il lactobacillus bifidus si trovano nel tratto gastrointesti­nale dell’animale e dell’uomo. Il lactobacillus bulgari­cus, di solito, è contenuto negli intestini del bestiame. È presente di frequente nei prodotti di giornata, contami­nati con materiale fecale delle mucche.

Il lactobacillus bifidus è il più diffuso nel colon dei neo­nati. Preserva il bimbo da molti disturbi e malattie in­fantili, rendendolo immune per tutto il tempo che verrà nutrito con il latte materno; per questo, il colon ha di norma una reazione acida. Appena il bambino cresce e subentra un cambio di dieta, vengono aumentate le pro­teine a discapito dei carboidrati e dello zucchero conte­nuto nel latte.

Come risultato, i batteri nemici come il bacillus coli, il b. wechii, il b. putreficus, streptococci fecalis, ecc. ini­zieranno ad entrare nel colon.

Avverranno putrefazioni e fermentazioni; materiali tos­sici quali: indolo, scatolo, fenolo, ammoniaca, solfato di fenile, ptomaina, pirrolo, cadaverina, isoamileamina, e­tilamina, idrossido di fenile e altri veleni si diffonderan­no nell’intestino crasso.

Negli ultimi 50 anni sono stati sviluppati dei metodi per cambiare la natura dei germi che vivono negli intestini. L’idea originale di Metchnikoff che il bacillus bulgaricus ne fosse l’abitante più comune e che la sua presenza fos­se sinonimo di longevità è stata vanificata dall’impor­tanza assunta da un altro germe chiamato 1. acidophilus.

Come già accennato, ad eccezione di quest’ultimo, tutte le altre specie di bacilli acido-lattici non sono vitali: quando entrano in bocca, vengono assimilati, digeriti e distrutti sia dallo stomaco che dall’intestino tenue, non raggiungendo quindi il colon. Se ci riescono, saranno in numero alquanto trascurabile. Il l. acidophilus è un abitante comune del tratto intestina­le e, sotto l’influenza dell’ingestione di lattosio o destrina, può rendersi predominante sulla flora intestinale. L’inge­stione di latte con l. acidophilus, con l’eventuale aggiunta di lattosio, porta ad una trasformazione più rapida della flora intestinale ed è generalmente riconosciuto come il modo più logico e pratico per ottenere una preponderanza di questi batteri negli intestini. La proliferazione di questi microrganismi nell’apparato intestinale avverrà più rapi­damente somministrando dei preparati di latte con dosi massicce di l. acidophilus. Il lattosio del latte stimolerà la moltiplicazione del tipo di batterio desiderato.

È necessario assumere grandi quantità di colture attive; dovrebbero essere adottate misure speciali fornendo al l. acidophilus, se presente nel colon, dei carboidrati per una crescita efficace.

La proliferazione di questo batterio nell’intestino crasso dipende unicamente dall’amido e dallo zucchero, ma ancor di più dallo zucchero del latte. Per modificare la flora intestinale è meglio adottare le seguenti regole. Per quindici giorni, assumete da 225 a 450 g di coltura di lactobacillus acidophilus nella quale verranno disciolti tre cucchiai di lattosio trenta minuti prima di colazione; per lo stesso periodo di tempo altri tre cucchiai di latto­sio disciolti in succhi di frutta, latte, minestra, brodo o acqua, trenta minuti prima di cena. Dopo questo perio­do, ridurre l’acidophilus a 112-225 g con i tre cucchiai di lattosio per altri quindici giorni, assunti al mattino allo stesso modo. Il lattosio verrà assunto sempre con la stessa posologia. In seguito, la quantità di coltura di lac­tobacillus acidophilus può essere ridotta a 112 g al gior­no per altri quindici giorni. L’ingestione di colture di questo lattobacillo scenderà poi a 56 g al giorno, quan­tità sufficiente a mantenere equilibrata la sua presenza nell’intestino crasso. La quantità giornaliera di lattosio continuerà poi ad es­sere di circa tre cucchiai, mattina e sera.

Per ottenere i risultati desiderati, il periodo di assunzio­ne della coltura di lactobacillus acidophilus (insieme al lattosio), varierà in funzione della persona e della gra­vità della condizione da trattare. Tuttavia occorrerà pre­ventivare un periodo dai quattro ai sei mesi circa.

Si farà poi una sosta di circa tre mesi; se necessita, in se­guito si potrà ripetere il tutto con le stesse modalità. È pos­sibile che l’alternanza di assunzione di lactobacillus aci­dophilus e riposo debba essere ripetuta per alcune volte.

Quando si modificherà la flora intestinale? L’avvenuto cambiamento risulterà evidente quando le feci saranno soffici, frequenti (tre volte al giorno) e libere da odori putridi o rancidi.

Il loro esame batteriologico dovrà risultare positivo per l’80% e negativo per il 20%, il che significa 80% di bat­teri che formano acidi e 20% di altri batteri. In una flo­ra nociva, la percentuale sarà al contrario: 20% e 80%. Naturalmente il cambio di questi ultimi dati, a 40% e 60% oppure a 50% e 50%, sarà un incremento notevo­le, ma ciò non deve essere considerato del tutto soddi­sfacente.

I vecchi disturbi possono continuare ancora, forse qual­che volta in modo diverso. Quando questo cambiamento raggiungerà dei valori percentuali di 75% e 25%, si evidenzierà un marcato miglioramento e tanto più verrà completato il cambio della flora, tanto più decisa sarà la regressione dei sin­tomi del paziente. I vantaggi di un regolare uso di lactobacillus acidophi­lus con il lattosio sono evidenti. Sebbene non sia un toccasana per tutti i mali, si può dire che andrebbe usato non solo quando le malattie sono già diffuse, ma soprattutto nella prevenzione. Alcuni ulteriori suggerimenti sulla terapia con lactoba­. cillus acidophilus. Per essere efficaci, queste colture do­vrebbero contenere almeno 200 milioni di lactobacillus acidophilus per centimetro cubo. Benché l’esperienza clinica abbia dimostrato che per dare benefici questa te­rapia necessiti una assunzione di dosi massicce, ci sono stati casi in cui una piccola dose giornaliera, di soli 112 g circa, mescolata con una giusta quantità di lattosio, è risultata soddisfacente. Nel 75-80% delle costipazioni non gravi, la terapia con lactobacillus acidophilus ha dato dei buoni risultati. La coltura di lactobacillus acidophilus va usata entro o prima della data di scadenza segnata sulla bottiglia.

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